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Ciao Egidio

" Uè cume lè che la và ? "
Solitamente prima delle lunghe e piacevoli chiacchierate in piazza Vittoria o all'angolo di via Roma, questo era il modo abituale nel salutarci e nel salutarmi da parte di Egidio Sinelli e non dimentico i lunghi racconti sul periodo antecedente la Liberazione o delle scorribande locali e ancora del sorvolo del “Pippo” come veniva chiamato quel piccolo aereo dei tedeschi che mitragliava lungo la linea ferroviaria Milano Pavia nel territorio di Locate.
Per quel poco che ho potuto conoscere con amicizia il Sinelli, lo ricordo così, sempre vivo e presente nella critica, sia a livello locale che più in generale, sulle questioni della politica nazionale.
Qualche tempo fa mi è capitato di incontrarlo e di vederlo ancora con i postumi di quel piccolo incidente accadutogli nella piazza rinnovata di Locate.
Solo qualche sera fa, ho saputo da mio figlio Luca al telefono che ne aveva avuto notizia da un suo familiare, della sua malattia e del suo avvicinarsi al termine della sua esistenza, mentre oggi attraverso la “rete” ho appreso anche da qui dove ora risiedo, della sua scomparsa e ne sono rimasto sinceramente dispiaciuto, ma nello stesso tempo conservo nella mia memoria il ricordo della figura di una persona che ha sempre saputo battersi nella sua lunga esistenza, per le cose e per i valori in cui credeva e voglio ancora ricordarlo così, fiero e orgoglioso, come quando lo fotografai davanti a quel graffito o murales celebrativo, promosso dall'ANPI di Locate e realizzato lungo le mura esterne dell'ex caserma dei Carabinieri di via Roma.

 

Alla sua famiglia e a tutti i suoi affetti più cari esprimo le mie sentite condoglianze.

 


Enzo D'Onofrio

 

Un Sindacalista vero.

 "Al centro del lavoro. In viaggio con Antonio Pizzinato"
Il video

Antonio Pizzinato, io lo ricordo ancora per quell'intervento, svolto nella mensa di Lambrate dello stabilimento Leyland Innocenti, quando la maggioranza dei lavoratori decise per la scelta di occupare la fabbrica, contro la decisione di Mr Robinson (a.d.) di licenziare i 3600 lavoratori.
In quegli anni facevo l'operaio alla catena di montaggio, e quella fase di crisi, la vissi tutta dall'inizio sino al giorno in cui mi licenziai distribuendo una mia lettera/poesia, davanti all'ingresso principale dello stabilimento di via Rubattino, visto che la prospettiva di ritornare al mio posto di lavoro non aveva alcuna possibilità reale e concreta, se non il rassegnarsi al lungo e stanco periodo di cassa integrazione che avrei comunque pagato anche dopo quegli anni, sino al tempo in cui sarei andato in pensione (e ne avrò ancora per almeno tre anni), come trattenuta economica sul mio cedolino pensionistico.
Ma non intendo soffermarmi su questo aspetto anzi, lo spunto per ricordare, Antonio Pizzinato attraverso il video (da:YouTube), realizzato e:

Proiettato all'XI Congresso della Cgil Lombardia del 26 e 27 marzo 2014 , "Al centro del lavoro. In viaggio con Antonio Pizzinato", è il film documentario di Rahel Sereke con cui la Cgil regionale e di Milano, con la Fondazione Di Vittorio e il patrocinio del Comune di Sesto San Giovanni, rendono omaggio a un dirigente sindacale che, sempre da militante, ha speso una vita perché "il lavoro fosse riconosciuto come valore"."

L'occasione per ricordarlo anche in questo modo e in questo spazio, dedicato alle “Storie” che intendo conservare, mi è stato offerto dagli incontri sulle strade di Serina che nel corso dell'estate scorsa, mi ha fatto capitare di incontrare casualmente come villeggiante di questo luogo, quel Sindacalista che con quell'intervento in fabbrica, sanciva l'inizio di quella grande occupazione della Leyland Innocenti di Lambrate, in quegli anni di lotta dura per la difesa del posto di lavoro che abbiamo fatto e sostenuto con la passione determinata e la forza della volontà e della dignità dei lavoratori.

Ho visto nei giorni scorsi il video che propongo e l'ho trovato sinceramente meritevole di apprezzamento, nel raccontare la “Storia” e la figura di Antonio Pizzinato, un Sindacalista vero che è sempre stato dalla parte dei lavoratori per la difesa dei Diritti e della Dignità del lavoro.

Per Giulio Regeni.

LocateViva.it sostiene e condivide, l'iniziativa lanciata da Amnesty International per continuare a chiedere Verità e Giustizia per Giulio Regeni.

" Lo striscione giallo “Verità per Giulio Regeni”
 ha fatto il giro del mondo. Insieme a La Repubblica da febbraio 2016 abbiamo lanciato una campagna per non permettere che l’omicidio del giovane ricercatore italiano finisca per essere dimenticato, per essere catalogato tra le tante “inchieste in corso” o peggio, per essere collocato nel passato da una “versione ufficiale” del governo del Cairo.
Qualsiasi esito distante da una verità accertata e riconosciuta in modo indipendente, da raggiungere anche col prezioso contributo delle donne e degli uomini che in Egitto provano ancora a occuparsi di diritti umani, nonostante la forte repressione cui sono sottoposti, dev’essere respinto.
Verità per Giulio Regeni” è diventata la richiesta di tanti enti locali, dei principali comuni italiani, delle università e di altri luoghi di cultura del nostro paese che hanno esposto questo striscione, o comunque un simbolo che chieda a tutti l’impegno per avere la verità sulla morte di Giulio.
Il 13 luglio, inoltre, Amnesty International ha pubblicato il rapporto “Egitto: ‘Ufficialmente non esisti” e avviato una raccolta firme per chiedere al Presidente egiziano Al Sisi di fermare le sparizioni forzate in Egitto."

Per comunicare la propria adesione (inviando una foto dello striscione esposto) è possibile inviare un’email a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.