Ho votato 5 Stelle contro il sistema della corruzione.

Il risultato delle Elezioni Politiche di domenica 4 marzo 2018 visto e letto dal mio microscopico punto di vista, per la prima volta mi ha regalato una bella soddisfazione, come quella di vedere uscire di scena della ribalta politica, una quantità innumerevole di personaggi che avevano trasformato quel loro impegno politico, nel loro fortunato affare personale per garantirsi un presente e un futuro di privilegi, alla faccia dei Cittadini.
Al di là di questa mia divagazione, confermo che il mio voto al M5S, è stato un voto concreto e reale di protesta, ben più significativo di quell'astensionismo attivo, su cui volevo attenermi, fino a pochi giorni prima.
Il risultato di un cambiamento inevitabile, è oramai sotto gli occhi di tutti, visto peraltro l'ottusa pervicacia del segretario del maggior partito (fino a sabato scorso) nel perseguire quella sconfitta annunciata e poi, scaricata sulla responsabilità degli elettori, dichiarata da Renzi, in quella sua finta conferenza stampa di lunedì sera.
Il grande risultato elettorale di quel Movimento che ha saputo raccogliere e contenere l'incazzatura popolare, derisa, villeggiata e ridotta al populismo usato come insulto, si è rovesciato addosso a coloro che, del fare politica ne hanno tratto occasione di una professione da svolgere a volte quasi come routine o abitudine senz'anima, lasciando al silenzio e all'indifferenza, le voci che arrivavano e arrivano da vicino e da lontano.
Se Guccini cantava già negli anni “60, il rifiuto di quella: “politica che è solo far carriera”, e quel suo canto veniva urlato a squarcia gola, non solo nei concerti ma in ogni occasione di piacevole socialità collettiva, allora oggi si è smesso di cantare e di lasciare al solo verso poetico, quel sentimento di indignazione e rabbia, che lo si è lasciato rimbalzare a vuoto da chi ha trasformato quelle piazze e quei momenti di confronto, in assurdi muri di gomma.
Ho smesso di commuovermi da un pezzo, dello sventolar di bandiere, dopo che ci si accorgeva che con quel tessuto, si nascondevano poi, le misere furberie degli egoismi personali e dei trucchi e trucchetti per le scalate alle vette delle posizioni di potere, piccolo o grande che sia, pur che da quella posizione si potevano trarre profitti e privilegi, per se stessi e per i propri amici di clan o associazione.
La mia soddisfazione per un risultato positivo alle elezioni di domenica 4 marzo 2018, oggi non mi entusiasma ma mi ha certamente soddisfatto, non mi entusiasma forse, perché non ho più l'età per lasciarmi entusiasmare facilmente, mi soddisfa invece perché, vedere che finalmente oggi, lo strumento dell'urna può dare segnali concreti sulla possibilità di far cambiare le cose, sul piano delle rappresentanze delegate, invece che un immobilismo ripetitivo, derivato dal voto affettivo e sentimentale che si traduce poi in abitudine o peggio ancora in effetti derivati da pratiche clientelari che alimentano le piccole o grandi corruttele che ci hanno portato ad essere fra i paesi più corrotti del mondo.
Nessuno è perfetto e probabilmente, la natura umana non aiuta alla perfezione, quindi la possibilità che altri cercheranno di nascondere le proprie debolezze e si dedicheranno alle pratiche dei vecchi politicanti furbastri ma, un conto è lasciarli proliferare fino al punto da rendere visibile a tutti le cose che non vanno e continuare a lasciarle andare in malora e un altro è invece quello di prevenire invece che curare, iniziando dal cacciare i ladri dal tempio, in maniera reale e concreta.
Non ho partecipato all'esercizio del voto come tifoso di una squadra eccitato dal desiderio di vittoria ma semplicemente come Cittadino che ancora riesce a credere nel rispetto delle regole e per questo si infuria quando vede che nel nome della furbizia e della strafottenza si calpestano i diritti nella ricerca dei favori.
Il mio voto al Movimento 5 Stelle è stato dato con questo spirito e mi auguro che sappiano continuare sulla strada della correttezza, non mi interessano i colori della bandiera da sventolare, mi interessa invece il recupero della fiducia che politicanti senza scrupoli, hanno trasformato la parola Politica, e la parola Coerenza come se fosse una brutta parola, anzi un insulto.

Auguri di Buon Lavoro, agli eletti del Movimento 5 Stelle, per il bene del nostro Bel Paese.