Quell'area ceduta al Parco Sud che fine sta facendo ?

Dagli Amici del sito dell'Associazione per il Parco Sud, si raccoglie e condivide la domanda su quell'area "ceduta" all'Ente Parco Sud della Città Metropolotana (ex Provincia di Milano) per conoscere quale tipo di destino le toccherà e come mai nessuna indicazione pubblica precisa sia stata ancora data sino ad oggi, mentre viene lasciata all'abbandono, in attesa di che e di chi ?
Leggi il post dell'Associazione Parco Sud:

Che fine hanno fatto i 133mila mq agricoli
che l’outlet Scalo Milano di Locate Triulzi
aveva promesso al Parco Sud 6 anni fa?

"19 gennaio 2018. Il prossimo 26 maggio saranno passati 6 anni dal parere positivo espresso anche dall'Ente Parco Agricolo Sud Milano, allora presieduto da Guido Podestà, all'edificazione, in piena campagna, di un Polo dei distretti produttivi situato nella parte nord-ovest del comune di Locate Triulzi che prevedeva la realizzazione del Fashion Factory Outlet Village, poi divenuto Scalo Milano e aperto nell’ottobre 2016. Il parere era però condizionato a "misure mitigative e compensative" tra cui "la cessione dell'intera area ricadente all'interno del territorio del Parco, con esclusione delle aree necessarie per la realizzazione della viabilità".
L’outlet di campagna (così l’abbiamo ribattezzato a suo tempo) è stato c inaugurato quasi un anno e mezzo fa, ma della cessione nemmeno l'ombra. Non solo, a oggi non c’è neanche uno straccio di progetto per valorizzare l’area vasta oltre 13 ettari, proprio di fronte al santuario di Santa Maria alla Fontana, di cui, paesaggisticamente, l’outlet ha spezzato l’incanto
. Terreni del Parco Sud completamente abbandonati "

Continua a leggere il post direttamente dal sito dell'Associazione per il Parco Sud

Sulle porte aperte e il riscaldamento a manetta.

Dal sito di Legambiente Lombardia, si condivide il post dedicato all'iniziativa svolta lo scorso mese di dicembre a Milano, contro la scelta e la tendenza sprecona, delle porte aperte dei negozi delle grandi catene commerciali, con il riscaldamento acceso.

Polveri sottili alle stelle, blitz di Legambiente: cigni neri sulle vetrine dei negozi con le porte aperte
Legambiente: “Una tendenza assurda, che aumenta solo gli sprechi"

Corso Buenos Aires, una mattina invernale soleggiata come tante negli ultimi giorni di shopping natalizio, tra luci colorate e musiche di festa. Un quadretto perfetto, se non fosse che passeggiando lungo il corso si viene investiti da folate di aria calda seguite da tratti di aria gelida. Il motivo? Le porte dei negozi sono spalancate. Una tendenza ormai diffusa tra gli esercenti commerciali, convinti che non creare barriere all’ingresso invogli i clienti ad entrare.

Su 112 negozi monitorati dai volontari di Legambiente, il 70% è risultato avere le porte aperte e la maggior parte sono punti vendita di grandi catene o marchi internazionali, i cui gestori sono spesso costretti ad agire sulla base di rigide procedure dettate dal franchisor. Tale insana abitudine comporta una dispersione termica molto forte e uno spreco di energia, oltre a rendere poco salubre l'ambiente di lavoro per i commessi.
Di fronte ai dati allarmanti di dicembre, dovuti all'elevata concentrazione di polveri sottili, un mese in cui Milano ha fatto segnare una media di 70microgrammi per metro cubo di Pm10, con 18 giorni consecutivi di superamento dei limiti di legge, Legambiente ricorda che la combustione non industriale contribuisce fino al 60% del carico di PM10 nell’aria,
È assurdo che mentre all’esterno la temperatura è di pochi gradi sopra lo zero, le porte dei negozi siano spalancate – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente LombardiaNon capiamo il senso di sprecare deliberatamente energia, aumentando di molto i consumi e i costi e contribuendo ad innalzare i livelli, già preoccupanti, di polveri sottili nell’aria"
Con l’ausilio di una termocamera sono state fotografate le facciate dei palazzi in cui i negozi erano presenti, rilevando una forte dispersione termica localizzata nella parte inferiore degli edifici. Occhi puntati allora anche sul termometro. Nell’85% degli esercizi commerciali monitorati la temperatura all’interno era superiore ai 20°C, con una media di 23°C e punte fino a 27°C.
“Una temperatura di 19-20°C è sufficiente a garantire il benessere sia dei lavoratori che dei clienti, così come imposto dalle misure antismog di Regione Lombardia, anche negli appartamenti – ricorda Barbara Meggetto – Si chiede ai cittadini di adottare comportamenti virtuosi e di cambiare il loro stile di vita e si riscaldano le strade milanesi in modo incomprensibile”.

La fonte originale dell'articolo di Legambiente è raggiungibile clickando quì.

Sul traffico e sulle nuvole di gas, dei giorni festivi.

Qualche giorno fà, il 5 novembre scorso, al post che riportava alcune considerazioni del nostro concittadino Marco Barozzi, vi è stato un commento inviato al sito di LocateViva.it, da parte di un nostro concittadino di Locate, (Moreno P.) che esponeva e ribadiva, alcune osservazioni critiche, sugli effetti insalubri e nocivi che l'incremento di traffico viabilistico, ha portato e porterà sul nostro territorio, ed in particolare nei giorni festivi, per accogliere i turisti da centri commerciali. Anche se con un pò di ritardo, lo propongo in questo spazio in primo piano, per una maggiore diffusione e visibilità, non tralasciando il fatto che, ne condivido i contenuti critici che non sono mai stati taciuti dal sito di LocateViva.it.

"Egregio Sig. D'Onofrio,

non era difficile immaginare ciò che sta ovviamente accadendo.

Il sito è incastonato tra due aree piuttosto densamente popolate. Come tali già generavano una certa quantità di traffico sul quale si va ora innestando l'inevitabile supplemento. La risposta del Cantoni, ammirevolmente onesta, lascia trasparire le difficoltà della scelta. Ho già più volte espresso il mio pensiero con i rappresentanti della precedente e attuale giunta. La scelta sarà sicuramente positiva per i riflessi occupazionali locali. Ci mancherebbe. Ma a che prezzo ? E soprattutto, con quali barriere messe in atto per evitare ulteriori problemi di traffico ? Il pericoloso raddoppio della SS412 da Opera a Locate? Il nulla sul lato sud ? Trascorra una piacevole giornata del sabato e/o della domenica sull'asse Nenni/Moro e si renderà conto di quante ulteriori vetture lo attraversano in direzione ScaloMilano e viceversa. Era presente anche Lei alla Commissione urbanistica del 25 maggio, seduto accanto a me : ricorda quando un distinto signore del gruppo Promos ammise candidamente, davanti alle insistenti domande della minoranza C-P-L, come fosse da sempre risaputo della criticità di un simile insediamento in tale area ? Io, nel placido trascorrere del tempo, mi sono sentito rispondere varie versioni. Dall'ex-sindaco nel corso di un consiglio comunale: "Non ci sono problemi. già tutto a posto . Non rinuncio a 800 posti di lavoro !" Un assessore : "Il segreto ? La gente verrà all' "outlet" in treno ! (?) Lo stesso assessore dopo la notizia del parcheggio di 4000 posti (non per carrozze ferroviarie) : "Speriamo vengano in tanti !!!" (ovviamente) Ha avuto occasione di leggere il PGTU deliberato alla fine dello scorso luglio ? Dopo tanto dibattere, quali sono le modifiche rispetto all'originale presentato nel maggio 2015 ? Ci faccia caso. Salvo la chiusura della vecchia 412 per trasformazione in mezza ciclabile locale (!?), quasi nulla.
Si ricorderà forse che il Drufuca nel 2015 ci disse, per esempio, che tutto sommato, messo in sicurezza il "quadrilatero" , l'asse Nenni/Moro potrà facilmente sopportare un ulteriore piccolo aumento di traffico ! Sembra proprio che ai nostri lungimiranti amministratori non importi nulla dell'inquinamento generato dal traffico sempre più consistente.

I GAS DI SCARICO E IL RUMORE DANNEGGIANO LA SALUTE:
E' SCIENTIFICAMENTE DIMOSTRATO
.

Quando i nostri concittadini dell'asse Nenni/Moro se ne renderanno conto, per alcuni - di noi -, sarà troppo tardi. Le statistiche sono chiare in proposito. Allora "sebbene non persuaso e cercando di trovarne gli aspetti positivi" ne sarà valsa la pena ?

Cordialità a Lei ed al povero, come tutti noi, Sig. Barozzi.
(Moreno P.)

Sugli effetti del traffico sulla via Milano a Locate T..

Pubblico e condivido anche attraverso lo spazio di LocateViva.it, il post che il nostro concittadino, Marco F. B. ha pubblicato oggi, attraverso la sua pagina facebook, facendomi partecipe delle sue considerazioni abbastanza preoccupate e critiche, sugli effetti attuali del traffico viabilistico che, oggi ha iniziato a dare concretamente dimostrazione con le conseguenze critiche sul quartiere di Locate a nord del paese, posto al di là della ferrovia e proprio di fronte al grande centro commerciale Scalo Milano City Style, lo riporto comprendendo e allegando anche la risposta data al suo post, dall'ex assessore all'ambiente, ecologìa ecc. ecc. che, insieme all'attuale Sindaco e vicesindaco, facevano parte della Giunta precedente, (2009 - 2014) guidata dall'ing. Severino Preli.

Questo è il post:

Un vero delirio del consumismo e della sottomissione di una Amministrazione Pubblica agli interessi privati. Con l'apertura del nuovo outlet di Locate, dal nome altisonante di Milano Style, la viabilità per le centinaia di residenti della zona a nord della ferrovia è diventata un vero inferno. Non solo la polizia locale di due o più comuni è mobilitata per giorni interi al solo scopo di regolare l'afflusso di automobili, ma per gli abitanti del quartiere, per i mezzi pubblici, per gli eventuali mezzi di soccorso, l'unica via di accesso è percorribile tra enormi difficoltà. Sono perfettamente conscio che la nuova, grandissima, struttura commerciale ha portato risorse alle esauste casse comunali (lavoro credo poco, e precario), ma, mi chiedo, si può barattare la qualità della vita di una fetta consistente di cittadini per tutto ciò? Per parafrasare le parole di un rimpianto gigante della politica di fronte agli autori di certe scelte, "Ma, a noi, 'sto outlet, ce serve?" ”

(Marco Fulvio Barozzi)

Qesta è la risposta dell'ex assessore, Eugenio Cantoni, a commento del post sopra riportato:

Marco, non riesco a parlarne su Facebook che ritengo nemico delle argomentazioni complesse e/o complicate. Posso solo dire che, sebbene non persuaso e cercando di trovarne gli aspetti positivi, l'ho votato. Senza sottomissione agli interessi privati ma, questo si, con la consapevolezza che per l'Amministrazione Pubblica sarebbe stata, ora è, una sfida non facile.
Segue il commento conclusivo di Marco
:

È chiaro che non si può oramai intervenire sull'esistenza della struttura, ma bisogna che l'Amministrazione abbia coscienza dei problemi intervenuti (certe volte ho l'impressione che ciò che succede dall'altra parte della stazione interessi poco) e agisca per ovviare al più presto.
Ti ringrazio della risposta, e ci contavo.”

Impressioni soggettive, sulla visita a Scalo Milano.

Clicka quì per l'ingrandimento della copia dell'articolo di Massimiliano Saggese (il Giorno) dedicato all'apertura di Scalo Milano a Locate T..

Ho fatto visita in compagnia di amici, all'interno della cittadella di Scalo Milano City Style, fra sabato e domenica, ho visto che stanno accorrendo quasi come una moltitudine, gli appassionati del genere e per fortuna senza, in questo momento, particolari intoppi e disagi, sulle strade circostanti del nostro territorio. Propongo a questo proposito la lettura dell'articolo di Massimiliano Saggese dalla pagina del quotidiano nazionale il Giorno che ne illustra in maniera più dettagliata, i contenuti che si possono trovare all'interno di Scalo Milano, in termini di rappresentanze commerciali. Mi ha fatto particolarmente piacere vedere fra le tante vetrine, la presenza del padiglione che sarà della casa editoriale la Feltrinelli, un buon motivo per farne uso, con le sue innovative particolarità. Non mi soffermo sulle molte marche e case note, presenti all'interno, per chi ne volesse l'elenco particolareggiato, può sempre utilizzare il sito o le pagine social che Scalo Milano ha attive da tempo. La mia posizione critica rispetto allo sviluppo di questi modelli commercial, rimane immutato e comunque non sarà il fatto di averlo accanto alla nostra comunità che mi potrà far cambiare modo di vedere le cose. La nostalgìa per quello che un tempo esisteva su quell'area e che dava lavoro e benessere per chi vi era occupato e poteva così garantire un futuro sereno alle proprie famiglie, fa fatica a pensare a questo ribaltamento di significato, per cui in quell'area ci si và a conquistarsi il benessere che questa società consumista ci impone alimentando desideri che spesso, si traducono in rinunce, lasciando la gratificazine di aver vissuto qualche momento, in un mondo di luci, colori ed effetti speciali, per poi ritornarsene nelle periferie tutte uguali che ci circondano, da Pieve, Rozzano, San Giuliano, ecc. ecc. ecc.. Certo, vi è anche la prospettiva reale che possa divenire un luogo di riferimento che ci porti ad assomigliare alla nuova piazza Gae Aulenti, luogo di passaggio veloce o di lavoro in quegli uffici nei nuovi grattacieli milanesi che vorrebbero farci credere di essere in una nuova America alla milanese. Culturalmente questi luoghi non mi attraggono, anche se sono consapevolmente e semplicemente un Cittadino autodidatta, ma ora che lo abbiamo accanto e non possiamo non vederlo o notarlo, con le sue musiche e le sue luci e con il suo traffico iniziale per la curiosità di una clientela che si dovranno conquistare, spero che per i molti che attendevano un lavoro ed ora lo hanno trovato, questo possa garantirgli quella sicurezza per difendersi e tutelare quella dignità che è necessaria ad ogni individuo consapevole dei propri diritti e dei propri doveri. Ho ascoltato nella mattinata dell'inaugurazione, i discorsi da circostanza dei rappresentanti istituzionali, dire che sono fatti come in fotocopia, è semplicemente banale, mentre per coloro che ne sono stati i promotori in quanto operatori in primo luogo, non sono passate inosservate le parole che hanno sottolineato il loro impegno e le speranze sull'esito positivo, nel raggiungimento dei loro obbiettivi, umanamente posso dire che quelle parole non si sono perse nel vento di quella mattinata.
Passeggiando su quei percorsi fra le vetrine illuminate, ho pensato che avrei dovuto lasciare quì, qualche mia semplice impressione, su quel risultato che oggi vediamo concretizzato, anche attraverso quell'installazione fotografica in bianco e nero che mi ha molto colpito attraverso tutti i volti e le espressioni di chi per realizzare quell'impresa, vi ha lavorato appassionatamente in questi anni, ognuno nei diversi ruoli di incarichi professionali, di fatica e di responsabilità, ad ogni livello.