A proposito di Scalo Milano Outlet&More di Locate T.

Per molto tempo, quando sul sito di LocateViva.it si parlava delle promesse fatte e delle aspettative prospettate con la realizzazione del grande centro commerciale sul territorio comunale, lo si definiva come “grande outlet” e questa definizione non veniva apprezzata da chi ci teneva a dare invece una immagine moderna e adatta ai nuovi tempi, con la diffusione massiccia di innumerevoli centri commerciali nei molti comuni e province del nostro Bel Paese. Grande outlet, veniva considerata come una definizione superata, questo mi veniva spiegato molto gentilmente da alcuni degli operatori promotori di Scalo Milano, mentre oggi apprendo dalle pagine del quotidiano Il Giorno che, nel rinnovamento del centro commerciale locatese (bresciano), viene adottata la nuova definizione Scalo Milano Outlet&Moore, come strada vincente. Nello stesso articolo si preannuncia l'inizio dei lavori per il completamento della seconda fase, ricordando che l'operazione ha realizzato c.a. 800 posti di lavoro (diretti e indiretti). Ma un punto di domanda mi viene spontaneo riportarlo anche in questo post, che fine ha fatto quella promessa per la realizzazione della sede locale per l'istituto professionale, collegato a quello bresciano “Lonati Machine” ? Ricordo ancora gli entusiasti interventi di presentazione nella sede milanese in piazzetta S.Carlo di Scalo Milano, da parte dell'attuale Sindaco di Locate e dell'assessora regionale Valentina Aprea, insieme ai responsabili della struttura scolastica bresciana ma, non mi sembra che ad oggi quella promessa sia poi stata mantenuta, o no ? Indimenticabile lo slogan creativo dell'assessora regionale Aprea, che inneggiava ad "una generazione Scalo Milano" come prospettiva futura, con la realizzazione della struttura scolastica professionale all'interno del centro commerciale ora, Scalo Milano Outlet&More.

Quì l'articolo di oggi 10 Maggio 2018 sulle pagine del Sud Milano - il Giorno

Quì l'audiovideo di LocateViva.it sulla conferenza del 17 Marzo 2016 a Milano

Il Parco Sud e Scalo Milano a Locate T.

 Il grande sfregio al Parco Sud causato dall’outlet di Locate non ha ancora ottenuto le compensazioni di legge: ci siamo attivati

Il sito di LocateViva.it continua a sostenere e a condividere le iniziative degli Amici dell'Associazione per il Parco Sud, condividendo l'ultimo post, dedicato alla situazione di attesa di realizzazione delle promesse, fatte in occasione delle presentazioni dei progetti per la realizzazione del grande outlet, ora Scalo Milano, e ancora in attesa di essere concretizzate.
(ingrandisci l'immagine)


" 14 aprile 2018. Il grande sfregio al territorio provocato dall’invasione di un outlet, poi divenuto Scalo Milano, a Locate di Triulzi, non ha ancora avuto la sua contropartita. Sì, perché, come più volte abbiamo già scritto su queste pagine, l’inserimento di un così impattante “corpo estraneo” nelle campagne del Parco Agricolo Sud Milano, aveva previsto, almeno sulla carta (accordo di programma deliberato nel 2012) alcune “mitigazioni” che ancora oggi rimangono solo lettera morta.Purtroppo, quando si tratta di cedere territori al cemento tutto si concretizza in breve. Al contrario, quando si tratta di “incassare” le compensazioni, in questo caso la cessione di 133mila mq di un’area del Parco Sud (adiacente alla mega struttura di vendita) e 1 milione di euro per mitigazioni ambientali, allora i politici fanno passare anni e anni, nell’indifferenza totale per l’ambiente: in questo caso siamo ormai a 6 dall’inaugurazione dell’outlet.

Politici disinteressati e dagli occhi bendati

Ora, per quanto poco possa valere, considerato che quando si tratta di ambiente, i politici pare abbiano gli occhi bendati, la nostra associazione ha deciso di scrivere alla presidente dell’Ente Parco e al sindaco di Locate Triulzi, affinché procedano speditamente a raccogliere i frutti dello scambio “outlet-ambiente”, fortemente a favore al primo, ma comunque fieno da portare in cascina, come si usava dire una volta.
La lettera è raccomandata pec ed è stata inviata lo scorso 6 aprile: in teoria, secondo la legge, dovrebbe ricevere risposta entro 30 giorni. Ma anche qui, raramente succede… Eppure i cittadini avrebbero diritto di sapere!

(Qui sotto la nostra lettera, per leggerla entra nel sito). La foto è già stata da noi pubblicata: ma ci piace riprenderla poiché esprime il coerente pensiero del promotore del progetto… ogni altro commento è superfluo. La lettera è raccomandata pec ed è stata inviata lo scorso 6 aprile: in teoria, secondo la legge, dovrebbe ricevere risposta entro 30 giorni. Ma anche qui, raramente succede… Eppure i cittadini avrebbero diritto di sapere!

(Clicca qui per leggere la lettera). La foto è già stata da noi pubblicata: ma ci piace riprenderla poiché esprime le coerenti parole del promotore del progetto… ogni altro commento è superfluo. "

Continua la lettura direttamente dal sito dell'Associazione per il Parco Sud

 

Quell'area ceduta al Parco Sud che fine sta facendo ?

Dagli Amici del sito dell'Associazione per il Parco Sud, si raccoglie e condivide la domanda su quell'area "ceduta" all'Ente Parco Sud della Città Metropolotana (ex Provincia di Milano) per conoscere quale tipo di destino le toccherà e come mai nessuna indicazione pubblica precisa sia stata ancora data sino ad oggi, mentre viene lasciata all'abbandono, in attesa di che e di chi ?
Leggi il post dell'Associazione Parco Sud:

Che fine hanno fatto i 133mila mq agricoli
che l’outlet Scalo Milano di Locate Triulzi
aveva promesso al Parco Sud 6 anni fa?

"19 gennaio 2018. Il prossimo 26 maggio saranno passati 6 anni dal parere positivo espresso anche dall'Ente Parco Agricolo Sud Milano, allora presieduto da Guido Podestà, all'edificazione, in piena campagna, di un Polo dei distretti produttivi situato nella parte nord-ovest del comune di Locate Triulzi che prevedeva la realizzazione del Fashion Factory Outlet Village, poi divenuto Scalo Milano e aperto nell’ottobre 2016. Il parere era però condizionato a "misure mitigative e compensative" tra cui "la cessione dell'intera area ricadente all'interno del territorio del Parco, con esclusione delle aree necessarie per la realizzazione della viabilità".
L’outlet di campagna (così l’abbiamo ribattezzato a suo tempo) è stato c inaugurato quasi un anno e mezzo fa, ma della cessione nemmeno l'ombra. Non solo, a oggi non c’è neanche uno straccio di progetto per valorizzare l’area vasta oltre 13 ettari, proprio di fronte al santuario di Santa Maria alla Fontana, di cui, paesaggisticamente, l’outlet ha spezzato l’incanto
. Terreni del Parco Sud completamente abbandonati "

Continua a leggere il post direttamente dal sito dell'Associazione per il Parco Sud

Sulle porte aperte e il riscaldamento a manetta.

Dal sito di Legambiente Lombardia, si condivide il post dedicato all'iniziativa svolta lo scorso mese di dicembre a Milano, contro la scelta e la tendenza sprecona, delle porte aperte dei negozi delle grandi catene commerciali, con il riscaldamento acceso.

Polveri sottili alle stelle, blitz di Legambiente: cigni neri sulle vetrine dei negozi con le porte aperte
Legambiente: “Una tendenza assurda, che aumenta solo gli sprechi"

Corso Buenos Aires, una mattina invernale soleggiata come tante negli ultimi giorni di shopping natalizio, tra luci colorate e musiche di festa. Un quadretto perfetto, se non fosse che passeggiando lungo il corso si viene investiti da folate di aria calda seguite da tratti di aria gelida. Il motivo? Le porte dei negozi sono spalancate. Una tendenza ormai diffusa tra gli esercenti commerciali, convinti che non creare barriere all’ingresso invogli i clienti ad entrare.

Su 112 negozi monitorati dai volontari di Legambiente, il 70% è risultato avere le porte aperte e la maggior parte sono punti vendita di grandi catene o marchi internazionali, i cui gestori sono spesso costretti ad agire sulla base di rigide procedure dettate dal franchisor. Tale insana abitudine comporta una dispersione termica molto forte e uno spreco di energia, oltre a rendere poco salubre l'ambiente di lavoro per i commessi.
Di fronte ai dati allarmanti di dicembre, dovuti all'elevata concentrazione di polveri sottili, un mese in cui Milano ha fatto segnare una media di 70microgrammi per metro cubo di Pm10, con 18 giorni consecutivi di superamento dei limiti di legge, Legambiente ricorda che la combustione non industriale contribuisce fino al 60% del carico di PM10 nell’aria,
È assurdo che mentre all’esterno la temperatura è di pochi gradi sopra lo zero, le porte dei negozi siano spalancate – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente LombardiaNon capiamo il senso di sprecare deliberatamente energia, aumentando di molto i consumi e i costi e contribuendo ad innalzare i livelli, già preoccupanti, di polveri sottili nell’aria"
Con l’ausilio di una termocamera sono state fotografate le facciate dei palazzi in cui i negozi erano presenti, rilevando una forte dispersione termica localizzata nella parte inferiore degli edifici. Occhi puntati allora anche sul termometro. Nell’85% degli esercizi commerciali monitorati la temperatura all’interno era superiore ai 20°C, con una media di 23°C e punte fino a 27°C.
“Una temperatura di 19-20°C è sufficiente a garantire il benessere sia dei lavoratori che dei clienti, così come imposto dalle misure antismog di Regione Lombardia, anche negli appartamenti – ricorda Barbara Meggetto – Si chiede ai cittadini di adottare comportamenti virtuosi e di cambiare il loro stile di vita e si riscaldano le strade milanesi in modo incomprensibile”.

La fonte originale dell'articolo di Legambiente è raggiungibile clickando quì.

Sul traffico e sulle nuvole di gas, dei giorni festivi.

Qualche giorno fà, il 5 novembre scorso, al post che riportava alcune considerazioni del nostro concittadino Marco Barozzi, vi è stato un commento inviato al sito di LocateViva.it, da parte di un nostro concittadino di Locate, (Moreno P.) che esponeva e ribadiva, alcune osservazioni critiche, sugli effetti insalubri e nocivi che l'incremento di traffico viabilistico, ha portato e porterà sul nostro territorio, ed in particolare nei giorni festivi, per accogliere i turisti da centri commerciali. Anche se con un pò di ritardo, lo propongo in questo spazio in primo piano, per una maggiore diffusione e visibilità, non tralasciando il fatto che, ne condivido i contenuti critici che non sono mai stati taciuti dal sito di LocateViva.it.

"Egregio Sig. D'Onofrio,

non era difficile immaginare ciò che sta ovviamente accadendo.

Il sito è incastonato tra due aree piuttosto densamente popolate. Come tali già generavano una certa quantità di traffico sul quale si va ora innestando l'inevitabile supplemento. La risposta del Cantoni, ammirevolmente onesta, lascia trasparire le difficoltà della scelta. Ho già più volte espresso il mio pensiero con i rappresentanti della precedente e attuale giunta. La scelta sarà sicuramente positiva per i riflessi occupazionali locali. Ci mancherebbe. Ma a che prezzo ? E soprattutto, con quali barriere messe in atto per evitare ulteriori problemi di traffico ? Il pericoloso raddoppio della SS412 da Opera a Locate? Il nulla sul lato sud ? Trascorra una piacevole giornata del sabato e/o della domenica sull'asse Nenni/Moro e si renderà conto di quante ulteriori vetture lo attraversano in direzione ScaloMilano e viceversa. Era presente anche Lei alla Commissione urbanistica del 25 maggio, seduto accanto a me : ricorda quando un distinto signore del gruppo Promos ammise candidamente, davanti alle insistenti domande della minoranza C-P-L, come fosse da sempre risaputo della criticità di un simile insediamento in tale area ? Io, nel placido trascorrere del tempo, mi sono sentito rispondere varie versioni. Dall'ex-sindaco nel corso di un consiglio comunale: "Non ci sono problemi. già tutto a posto . Non rinuncio a 800 posti di lavoro !" Un assessore : "Il segreto ? La gente verrà all' "outlet" in treno ! (?) Lo stesso assessore dopo la notizia del parcheggio di 4000 posti (non per carrozze ferroviarie) : "Speriamo vengano in tanti !!!" (ovviamente) Ha avuto occasione di leggere il PGTU deliberato alla fine dello scorso luglio ? Dopo tanto dibattere, quali sono le modifiche rispetto all'originale presentato nel maggio 2015 ? Ci faccia caso. Salvo la chiusura della vecchia 412 per trasformazione in mezza ciclabile locale (!?), quasi nulla.
Si ricorderà forse che il Drufuca nel 2015 ci disse, per esempio, che tutto sommato, messo in sicurezza il "quadrilatero" , l'asse Nenni/Moro potrà facilmente sopportare un ulteriore piccolo aumento di traffico ! Sembra proprio che ai nostri lungimiranti amministratori non importi nulla dell'inquinamento generato dal traffico sempre più consistente.

I GAS DI SCARICO E IL RUMORE DANNEGGIANO LA SALUTE:
E' SCIENTIFICAMENTE DIMOSTRATO
.

Quando i nostri concittadini dell'asse Nenni/Moro se ne renderanno conto, per alcuni - di noi -, sarà troppo tardi. Le statistiche sono chiare in proposito. Allora "sebbene non persuaso e cercando di trovarne gli aspetti positivi" ne sarà valsa la pena ?

Cordialità a Lei ed al povero, come tutti noi, Sig. Barozzi.
(Moreno P.)