Una serata contro tutte le mafie. Venerdi 21 a Opera.

Venerdì sera alle 21.00 presso il cinema Teatro Eduardo di Opera, una interessante iniziativa civica e culturale dedicata all'impegno contro tutte le mafie, nel ricordo di una delle molte vittime che hanno sacrificato la propria vita, all'impegno reale e concreto contro la mafiosità e i loro metodi intimidatori, con la partecipazione di Paola Bellone, autrice del libro: "Tutti i nemici del procuratore - L'omicidio di Bruno Caccia"

Quì l'intervento/intervista dalla presentazione del libro a RAI News 24 di Paola Bellone che racconta la Storia riguardante l'impegno e il sacrificio del Magistrato Bruno Caccia.

Con la partecipazione inoltre di: vedi locandina

 

Alla presentazione del libro di: Colombo e Davigo.

Oggi per il sottoscritto come Cittadino italiano che ha conservato la passione civica e culturale di continuare a sostenere convintamente e non per moda, l'impegno di quegli uomini che si battono contro il sistema della corruzione nel nostro caro e Bel Paese, è stata una bella e intensa mattinata, spesa ad ascoltare il confronto fra due tra i principali protagonisti della stagione di Mani Pulite, che scoperchiò a partire da quel 1992 (ma anche prima) il marciume che nascondeva il sistema di Tangentopoli.
L'occasione è stata la presentazione del libro scritto a due mani, dal dott. Gherardo Colombo e dal magistrato Piercamillo Davigo, dal titolo: La tua giustizia non è la miadialogo fra due magistrati in perenne disaccordo.
Moderati dalla giornalista-scrittrice Donatella Stasio. Un confronto fra punti di vista diversi ma uniti, nell'importanza dell'impegno a contrastare culturalmente e civilmente, il sistema della corruzione che vede purtroppo il nostro caro Bel Paese, fra i più corrotti dei paesi occidentali.
Non appena sarà pubblicato il video integrale dell'iniziativa promossa e organizzata a cura dell'Associazione “Sulle regole” e svoltasi presso la sala conferenze della parrocchia di Santa Maria al paradiso in corso di porta Vigentina 14, LocateViva.it lo linkerà in questo post, per conservarne memoria e documentarne in maniera corretta, il significato e l'importante contributo culturale emerso dall'interessante incontro di stamane a Milano.

 

Sabato 22 Aprile 2017 alle 21.00 a Castel Lambro.

Dall'amico Mauro Manfrinato vice-presidente di Italia Nostra sez. Milano Sud Est, ricevo e pubblico volentieri in questo spazio, l'invito a partecipare all'interessante iniziativa culturale, proposta a Castel Lambro, Sabato 22 Aprile 2017 alle 21.00.

" Sono trascorsi esattamente novant'anni dalla prima ed unica edizione del testo storico - archeologico intitolato "Memorie storiche di Castel Lambro", opera dell'Avvocato Giovanni Spizzi, pubblicata postuma nell'anno 1927, con prefazione, note e documenti a cura del Professor Giacomo Bascapè.
A novant'anni dall'originaria edizione, il testo è diventato ormai raro, consultabile esclusivamente in alcune biblioteche di conservazione.
Conseguentemente, tale pubblicazione rischia completamente di non essere più opera di conoscenza, soprattutto in ambito locale.
Per questo motivo, e per onorare la memoria del benefattore Avvocato Giovanni Spizzi, è stata pensata questa ristampa completamente fedele al testo originale per quanto concerne la dimensione, i dettagli della rilegatura, sia per la tipologia di carta simile alla storica, sia per la cromia della copertina e delle immagini.
Essendo il testo presentato nella chiesa di Santo Stefano Protomartire in Castel Lambro, verranno spiegati anche i restauri ottocenteschi effettuati dalla famiglia Spizzi e i recenti lavori di restauro avvenuti nel 2008." *

Per maggiori informazioni:
cell. 3440141516
mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


(* Dalla presentazione dell'iniziativa)

A Milano il Festival dei beni confiscati alle mafie.

"...Da oggi a domenica 2 aprile l’iniziativa, giunta alla sua quinta edizione, proporrà dibattiti, presentazione di libri, una retrospettiva cinematografica dedicata a Pif (Pierfrancesco Diliberto) e soprattutto le visite guidate ad appartamenti, laboratori, negozi e alla villa poco fuori il borgo di Chiaravalle, il bene più grande mai confiscato a Milano alla criminalità organizzata. Un percorso attraverso la storia di famiglie, affiliati, uomini d’onore e prestanome che a Milano hanno messo la base dei loro affari, per conquistare denaro e potere, accumulando ricchezze e beni che una volta arrestati e condannati sono stati confiscati e restituiti alla cittadinanza e alla legalità. Ora ospitano attività di tipo sociale, persone in difficoltà, imprese pulite.
Il Festival sarà un lungo racconto che avrà come protagonisti rappresentanti delle istituzioni, alcune dei quali presenti stamattina a Chiaravalle, persone che hanno fatto della battaglia per la legalità la propria vita: Gherardo Colombo, Umberto Ambrosoli, Nando dalla Chiesa, Lucilla Andreucci e molti altri ancora.
Il Festival dei Beni confiscati alle mafie è organizzato dall’Assessorato alle Politiche sociali del Comune di Milano in collaborazione con Libera e Cesi. La direzione artistica è di Barbara Sorrentini. ..."

Vai alla fonte informativa: Comune di Milano

Il programma integrale

Sabato a Milano con Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo.

Sabato 8 Aprile a Milano
in Corso di Porta Vigentina 14 alle 10.00
La tua giustizia non è la mia – dialogo fra due magistrati in perenne disaccordo

"Grazie alla loro lunga esperienza nelle aule dei tribunali, Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo, due tra i più noti magistrati del pool di Mani Pulite, dialogano sul tema scottante della giustizia italiana. In un dibattito serrato e sincero, a tratti polemico, i due avanzano suggerimenti e proposte di riforma, talvolta diametralmente opposti.Lontani da ogni astrattismo, Colombo e Davigo  si confrontano sui vari aspetti della giustizia, rispondendo a interrogativi che hanno ispirato pensatori come Aristotele e Kant, Sant’Agostino e Foucault e che, tuttavia, continuano a essere attualissimi. È la giustizia, infatti, che traccia i confini della nostra libertà. È la giustizia che indica il grado di civiltà di uno Stato e la cultura diffusa che permea le sue istituzioni. Ma quand’è che una legge può dirsi davvero «giusta»? Basta minacciare una pena per dissuadere il ladro o il truffatore dal commettere un reato? Il carcere è l’unica soluzione? È dunque più efficace educare o punire? Quanto è diffusa la corruzione in Italia, e come mai, nonostante la stagione di Mani Pulite e le tante inchieste che hanno svelato l’intreccio perverso tra politica e affari, non accenna a diminuire? La macchina burocratica e amministrativa è essa stessa un ostacolo alla giustizia ?"
Dal sito: Sulle regole