Verità e Giustizia per Giulio Regeni.

Dopo l'interessante programma di Bianca Berlinguer trasmesso giovedì scorso 25 maggio 2017, con il docufilm realizzato dal quotidiano la Repubblica, per rilanciare e richiamare l'attenzione non solo dell'opinione pubblica ma anche e sopratutto da parte degli "addetti ai lavori" delle Istituzioni italiane ed egiziane, sulla questione che ha riguardato la scomparsa il 25 gennaio 2016 dello studente e ricercatore italiano Giulio Regeni, torturato ed ucciso in Egitto,anche da questo piccolo spazio, si condivide l'iniziativa attraverso l'esposizione del messaggio in giallo che chiede verità e giustizia per Giulio Regeni.

Clicka sul link per guardare il docufilm realizzato dal quotidiano la Repubblica:
Nove giorni al Cairo  Il docufilm
Per chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni

Semplici riflessioni soggettive...

Semplici riflessioni e considerazioni soggettive, sulla data del 23 maggio 2017, dedicata alla memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, alla vigliaccheria della presenza prepotente e ancora attiva delle mafie nel nostro Bel Paese, al terrorismo internazionale, alla guerra e alle guerre. Con un pensiero di rispetto alle vittime innocenti dell'ultima vergognosa strage terrorista avvenuta a Manchester lunedì 22 maggio 2017.
(Per la lettura del testo allegato cliccare sul titolo del post)

.

PER NON DIMENTICARE GIOVANNI FALCONE

In quelle giornate di quella primavera estate del 1992, con quelle orribili stragi di maggio e di luglio, a Milano si riempirono le strade con le fiaccolate dei Cittadini onesti, con le manifestazioni davanti al Palazzo di Giustizia, ricordo che con i ragazzi della Scuola in cui lavoravo in quel tempo, come operatore scolastico al Pietro Verri, insieme abbiamo portato i nostri cartelli, in quei cortei quasi spontanei, per far sentire la nostra protesta insieme ai tanti Cittadini della Città di Milano. Io non le dimentico quelle giornate di reazione civile del popolo democratico, dei lavoratori, degli studenti.
Oggi sembra sia passato tanto tempo ma quel ricordo resta sempre vivo. Oggi dedico questo piccolo spazio come un modo diverso da allora, per partecipare attraverso l'utilizzo delle nuove tecnologìe per lasciare o lanciare messaggi semplici, come un tempo nelle bottiglie lanciate nel mare, oggi forse ci si confonde nella retorica digitale, forse troppo fragile e inutile ma personalmente ritengo importante e necessaria, per non dimenticare chi ha sacrificato la propria vita, nel suo impegno quotidiano, contro tutte le mafie al servizio dei Cittadini italiani.

GIOVANNI FALCONE nato il 18 Maggio 1939 a Palermo, assassinato il 23 Maggio 1992 a Palermo
Giovanni Salvatore Augusto Falcone è stato un magistrato italiano. Fu assassinato con la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta nella strage di Capaci per opera di Cosa Nostra.

Da questo link è possibile accedere alla lettura della documentazione che il Consiglio Superiore della Magistratura
ha pubblicato sul proprio sito,
PER NON DIMENTICARE
GIOVANNI FALCONE
(nella fotografia con Paolo Borsellino)

A proposito di sicurezza stradale, ecc. ecc. ecc.


Giusto per non perdere il vizio della polemica, di cui il sito di LocateViva.it ne rivendica con orgoglio l'utilizzo, quando si discute non di affari privati e personali ma, di cose o questioni di interesse pubblico, visto che mercoledì sera 24 maggio 2017, si ritorna a discutere pubblicamente del piano del traffico e della mobilità sulle nostre strade, anzi in particolare sul manifesto comunale si parla del solo centro di locate, tralasciando opportunamente di aggiungere all'elenco dei punti di interesse pubblico, quelle situazioni che comunque, pur restando sotto gli occhi di tutti coloro che le vedono quotidianamente, spesso vengono liquidati, probabilmente come inutile problematiche strumentali e minimaliste.
Eppure, non è possibile dimenticare i gravi incidenti stradali che periodicamente avvengono, sull'ex Strada Stale n. 412, addirittura nell'autunno scorso vi è stata una mobilitazione cittadina, per richiamare chi di dovere, ad intervenire con urgenza, per mettere in sicurezza, quei tratti di strada, mancante (allora) del servizio di illuminazione ed ora finalmente ripristinato, sperando che duri in continuità anche per il prossimo inverno, peccato che quella mobilitazione è stata promossa dal Sindaco di Opera.
Tralasciando quel tratto stradale, pericolosisimo, fra Opera e Locate, dove per l'allargamento delle corsie, realizzato per compensare la realizzazione del Centro Commerciale Scalo Milano, si è poi risparmiato realizzando uno svincolo stradale pericoloso e che conta sino ad oggi già un numero elevato di incidenti stradali.
Pur immaginando e sentendo le risposte scontate di chi si sentirà infastidito dalle solite e ripetute segnalazioni, il pproblema dell'attenzione all'utenza debole della strada e insieme alla garanzia di sicurezza per i ciclisti, non può essere liquidato con "...non è di nostra competenza" ripetendo come da manuale il gioco dello scaricabarile.
Allora vale anche la pena aggiungere quell'appunto fotografico del marciapiede dinanzi alla Farmacìa di via Croce Rossa, uno spettacolo di indifferenza e di degrado tollerato.
Bellissima la nuova piazza realizzata da Scalo Milano, pur con tutte le sue parti che hanno meritato critiche e sberleffi, in questi mesi dove ha trionfato lo stupore, la meraviglia e la contentezza per l'obbiettivo raggiunto con la realizzazione: "del più grande centro commerciale in prossimità di una metropoli in Europa", Alè.
Una pista ciclabile discutibile e utile prevalentemente per le cartoline souvenir da Locate, quella di via Giardino, queste sono semplicemente le opinioni personali di chi scrive, ma condivise anche da diversi Cittadini che ancora trovano il gusto della critica e non l'accodarsi all'applauso omaggio, quando i motivi della critica sono spesso dimostrati e ben visibili, nonostante il rimedio successivo, ad esempio quella fioriera di cemento sull'angolo della piazza, poi fatta abbattere perchè ci si è accorti della sua invadente inutilità e del malumore diffuso in paese.
La promozione dei progetti legati alla viabilità o mobilità locale in questi anni, si è fatta ben sentire, nelle poche occasioni di discussioni pubbliche aperte ai Cittadini.
Visto che come sottotitolo della serata del 24 maggio, per l'attuazione del Piano Generale del Traffico Urbano, vi è scritto che si tratta dell'occasione per riqualificare il nostro territorio", allora aggiungo anche i problemi irrisolti della periferia di Locate, quella che ha visto l'incremento quotidiano di traffico automobilistico sulle vie aldo moro e pietro nenni e i nostri attuali "addetti ai lavori" limitano la discussione a privati cittadini ad personam, pur di non coinvolgere chi invece è meglio lasciar fuori perchè ha il vizio della critica continua, attenderemo paziente mente contando il numero dei giorni che trascorreranno, per vedere realizzate quelle promesse elencate nei tre incontri ad personam.
Per non rischiare di trasformare anche questa problematica nella pessima bandiera del "nuovo" Centro Sportivo con l'Anguriera di Via Carso, probabilmente il prossimo logo da utilizzare come promemoria, sarà quel calco del piede sottovetro, visibile a giorni alterni, possibilmente con clima e temperature adeguate.

 

L'accoglienza oggi, a Locate di Triulzi.

Si è appreso dalla rete in queste ultime settimane, del progetto umanitario, "La casa sulla stazione" praticato a Locate dalla Cooperativa "Il Melograno" di Melegnano, in collaborazione con l'Amministrazione locale e la Cooperativa "Ezio" di Pieve Emanuele, con l'ospitalità ad una piccola comunità di giovani immigrate. Lo ha comunicato ufficialmente il Sindaco durante gli eventi natalizzi dello scorso anno 2016, alle utenti del Centro anziani la Sorgente, come dichiarato nel breve videoclip, contenuto nelle pagine web fatte realizzare dalla Cooperativa il Melograno.

"Che nell’hinterland milanese l’accoglienza sia problematica, non è un segreto. A confermarlo è il sindaco di Locate Di Triulzi, Davide Serranò, che spiega: “Noi abbiamo aderito al progetto Sprar e il prefetto ha capito il nostro impegno in merito. Altri comuni, come quello di Opera qui vicino, hanno fatto scelte completamente diverse. Il sindaco di Opera le ha ribadite di fronte al prefetto: non sono disponibili all’accoglienza. E’ lo stesso comune in cui nove anni fa sono state bruciate le tende del campo nomadi."

QUI IL LINK AL SITO CON IL REPORTAGE SULLA CASA DELLA STAZIONE